Provincia di Lucca - Politiche giovanili

Il nichilismo dei giovani

Scritto da ufficiogiovani in data 23 novembre, 2008

Intervista a Umberto Galimberti
A cura di Leonardo Butelli

Nel suo libro sulla condizione giovanile, L’Ospite Inquietante, lei parla di nichilismo dei giovani. Può dirci sinteticamente a cosa si riferisce?

Quando parlo di nichilismo nei giovani intendo la mancanza di una prospettiva futura che dia loro possibilità di scelta. In sostanza, la negazione dei valori, quello che Nietzsche chiama “il più inquietante fra tutti gli ospiti”. In base a questa lettura, i giovani guardano il futuro non più come una promessa, ma come uno spazio imprevedibile, una minaccia, per cui trattengono nell’assoluto presente tutte le aspettative. Il futuro non agisce più come motivazione per farli studiare, lavorare, impegnare. I genitori stessi non sanno indicare una prospettiva, perdendo autorità, diventando contrattuali: “se studi, ti compro… ecc.ecc.” Come dice Nietzsche: quando c’è il nulla che ti coinvolge, c’è il nulla che ti muove.

Osservando i giovani abbiamo l’impressione che spesso usino ideologie rigide che si richiamano al pensiero fascista, che offrono soluzioni semplicistiche a problemi complessi. Cosa ne pensa Lei?

Anche se i loro comportamenti sono paragonabili a comportamenti fascisti, non credo tanto a una dimensione ideologizzata, perché anche per essere fascisti bisogna avere letto qualche libro. Penso sia tutta una aggressività che non è stata investita di un progetto, di una qualche finalità. Non avendo un progetto, i giovani tendono a sopraffare i più deboli, gli immigrati e i diversi.

Per Benasayag non si deve aver paura dei conflitti che vivono dentro noi, ma al contrario farci i conti. Crede che ciò possa essere riferito ai giovani e ad alcuni episodi di intolleranza?

Se non scopro il conflitto dentro di me, confliggo con ciò che sono fuori di me. Se non elaboro la mia conflittualità, ci saranno zone d’ombra che si proietteranno all’esterno. Un esempio è il rifiuto della diversità.

Quale futuro si prospetta ai giovani ?

Penso che noi siamo tutti seduti su una bomba che è la condizione giovanile, di cui nessuno si preoccupa, se non a livello marginale. Quella attuale, è un epoca che non offre occasioni ai giovani dai quindici ai trenta anni, quando sappiamo che è in questa fascia d’età che si esprime il massimo della forza biologica, intellettuale, sessuale, e quindi procreativa. In definitiva, siamo in una società che non organizza il massimo della sua forza e ostacola i giovani nel perseguimento del proprio miglioramento.

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