Provincia di Lucca - Politiche giovanili

57 GIORNI………………I GIORNI CHE SEPARANO LE DUE STRAGI DI MAFIA: PRESENTAZIONE PRESSO LA SEDE DE IL CANTIERE DELL’INSTALLAZIONE A RICORDO DEI DUE MAGISTRATI UCCISI DALLA MAFIA

Scritto da Ufficio Giovani in data 15 luglio, 2016

In occasione del 19 luglio 1992 , data storica dell’assassinio di Paolo Borsellino, lontano solo 57 giorni dalla strage di Capaci in cui venne ucciso Giovanni Falcone (23 maggio 1992), la Provincia di Lucca, il CeSDoP – Centro Studi e Documentazione Provinciale che trova la propria sede al Cantiere Giovani e il Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità”, presentano l’installazione: ” 57 GIORNI “, sulle figure dei due magistrati e le graphic novel a loro dedicate.

Interverrà Laura Soletti dell’Associazione Libera – sezione di Lucca.

Perché parlare di mafia?

Analizzando la Relazione della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, presentata lo scorso febbraio dalla Presidente della Commissione Antimafia ed in particolare la parte relativa al Distretto di Firenze, consideriamo alcuni dati che dovrebbero farci riflettere.

“Sebbene non vi siano emergenze concrete che portino ad affermare che nella regione Toscana siano presenti insediamenti della ‘ndrangheta o della camorra – afferma la Relazione della Direzione Nazionale Antimafia Antiterrorismo – nella forma delle cellule territoriali di controllo del territorio tipica delle regioni di origine o sviluppatesi in altre regioni del Nord, occorre registrare la continua emersione di spunti investigativi che vedono la presenza di soggetti delle cosche mafiose operare in Toscana a dimostrazione della forte liquidità di cui tali soggetti dispongono e della capacità attrattiva e corruttiva che tali disponibilità comportano.

E’ stato accertato che anche le organizzazioni criminali composte da stranieri agiscono con modalità tipiche delle organizzazioni mafiose e sono dedite per lo più al traffico di sostanze stupefacenti. La criminalità organizzata cinese si conferma, in talune zone del territorio, un pericoloso fenomeno il cui contrasto si presenta oltremodo difficile. Nel territorio della regione non mancano, poi, le attività criminali organizzate relative al traffico di rifiuti, alla tratta di esseri umani, al traffico di merci contraffatte.

I dati emersi nel periodo in esame (luglio 2014 – giugno 2015) confermano le linee di tendenza registrate in passato, nel senso che in Toscana non sembra siano attivi “locali” di ndrangheta (sintomo di radicamento territoriale consolidato), tuttavia sono presenti, e operano attivamente, molti soggetti legati a importanti cosche calabresi. Secondo quanto emerge dalle indagini concluse di recente e dai processi in corso, è possibile affermare che le presenze di ‘ndranghetisti in Toscana sono ricollegabili sia alle cosche che dominano nei “mandamenti” della provincia di Reggio Calabria (ionico, tirrenico, città) che nel resto della Regione.

Usura, estorsioni, infiltrazione nel settore degli appalti pubblici e privati, traffici di droga e di merce contraffatta, sono i settori criminali in cui operano prevalentemente gli appartenenti alla ‘ndrangheta in Toscana.

Come già evidenziato in passato, i clan della Camorra in Toscana operano attivamente in varie parti del territorio, e segnatamente, in provincia di Pisa, in Versilia, nel Valdarno aretino e nella provincia di Prato. In Versilia sono stati compiuti negli anni scorsi, anche ad opera della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, diversi arresti nei confronti di soggetti appartenenti al clan dei Casalesi. La Camorra in Toscana opera discretamente, evita il clamore di azioni criminose che possano attirare l’attenzione degli inquirenti, per poter meglio dedicarsi sia a traffici illeciti sia ad affari economici apparentemente leciti.

Il procedimento principale sulla mafia cinese, pendente già in passato, ma che nel periodo in esame ha visto la formulazione della richiesta di rinvio a giudizio, le cui indagini sono state condotte dal Nucleo P.T. della Guardiadi Finanza. Le imputazioni riguardano i delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e vari reati tributari. Gli imputati sono circa 300. Nel procedimento sono stati disposti sequestri preventivi, anche per equivalente, per circa 60 milioni di euro. Attività commerciali formalmente in regola producono ricavi completamente sottratti al fisco attraverso molteplici prestanome e con rimesse in Cina per importi calcolati di oltre 4 miliardi di euro.

Negli ultimi anni la criminalità organizzata albanese risulta essere stata molto attiva prevalentemente nel settore del traffico di sostanze stupefacenti. Riscontri significativi in tal senso derivano dai numerosi procedimenti condotti dalle forze di polizia giudiziaria in tutta la regione Toscana. La presenza sul territorio di tali associazioni criminali è talmente importante che appare verosimile ipotizzare che la criminalità albanese, almeno in certe aree territoriali, abbia acquisito una sorta di monopolio o di preponderanza operativa nell’attività di commercio degli stupefacenti. Il fenomeno quindi, visto nel suo complesso, sembra descrivere una sorta di controllo di tutta la filiera illecita: dal grande trafficante allo spacciatore al dettaglio. Le attività di indagine svolte in relazione a procedimenti penali in materia di narcotraffico internazionale di sostanze stupefacenti, di cui numerosi in corso di svolgimento, hanno confermato il quadro sostanziale già delineatosi nel corso degli anni precedenti, evidenziando che la Toscana, sia per la particolare posizione geografica che per le infrastrutture presenti (in particolare il porto di Livorno), è spesso utilizzata come “porta di accesso” per l’importazione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente da parte di gruppi criminali organizzati.

Il 19 febbraio 2015 i finanzieri del G.I.C.O. – Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze hanno eseguito, nelle province di Reggio Calabria, Bologna, Alessandria, Palermo, Modena, Parma, Genova, Milano e Pavia, 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, prevalentemente di origine calabrese – collegati alle “ndrine” degli Avignone e dei Paviglianiti, rispettivamente di Taurianova e di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria – accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanza stupefacenti, con l’aggravante del fine di agevolare associazioni mafiose. Le investigazioni sono state avviate a seguito dell’operazione «LUPICERA», conclusasi nel 2013 con l’arresto di 13 soggetti legati alla ‘ndrina dei «Facchineri» di Cittanova, operante nella zona di Altopascio.

Il 15 aprile 2015 sempre i finanzieri del G.I.C.O. hanno eseguito, nelle province di Firenze, Pisa, Pistoia, Lucca e La Spezia, complessivamente 14 ordinanze di custodia cautelare (13 in carcere ed 1 ai domiciliari). Il provvedimento riguardava altrettanti soggetti italiani, brasiliani ed albanesi, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanza stupefacente, rapina, lesioni personali e detenzione e porto illegali di armi da fuoco.

Proseguono indagini e processi, assai numerosi, trattati negli ultimi anni dalla Direzione Distrettuale Antimafia in materia di tratta di esseri umani, a dimostrazione che anche nel territorio toscano non mancano casi di tale forma moderna di schiavitù. Le vittime sono quasi esclusivamente donne straniere di giovane età o minorenni, tutte particolarmente vulnerabili a causa della loro condizione di povertà, di mancanza di adeguata istruzione e di concrete opportunità lavorative. La principale forma di sfruttamento resta quella di tipo sessuale, anche se si registra un aumento dei casi di accattonaggio forzato e, in misura minore, di servitù domestica.

Indice generale dei contenuti del sito

Vota i video e gli articoli del concorso Ultimora
Il sito del Cantiere Giovani
Giovani S
Giovani Protagonisti
Squarciagola - la trasmissione su NoiTV
Uno spazio per le idee Non cadiamo in trappola! Ditestamia - Community
  • Vota il video migliore

    View Results

    Loading ... Loading ...

Credits e licenza

Inizio menú piè di pagina