Provincia di Lucca - Politiche giovanili

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TI GIURO CHE …MI VEDRAI VOLARE – rappresentazione teatrale – sabato 14 maggio 2016

Ufficio Giovani maggio 13th, 2016

‘TI GIURO CHE … MI VEDRAI VOLARE’

UNO SPETTACOLO TEATRALE SULLA REALTA’ VISTA CON GLI OCCHI DEI GIOVANI

La rappresentazione teatrale  andrà in scena al Teatro del Giglio, sabato 14 maggio 2016 :

alle ore 10 per gli studenti e  alle ore 21 per tutta la cittadinanza .

Lo spettacolo è realizzato dall’associazione ‘Coralia’, dalla Croce Verde di Lucca e da Ecoeventi, in collaborazione con la Provincia di Lucca , il Comune di Lucca e il Polo scientifico professionale ‘Giorgi-Fermi’.

“Anime”  del progetto oltre alla  Mia Declàr, sono state:  la consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità e alla Scuola, Grazia Sinagra, la vicesindaco di Lucca, Ilaria Vietina, un rappresentante della Croce Verde e il cantautore Luca Bonacchi.

La rappresentazione, scritta e diretta da Mia Declàr, è il racconto quotidiano di realtà che si incontrano o si scontrano sulla strada della vita: un’altra verità, vista con gli occhi dei giovani che hanno partecipato al progetto ‘Coccinella’, cercando di comunicare la gioia della rinascita, il valore della solidarietà e della forza d’animo. Sono, quindi, le emozioni che fanno diventare ‘speciali’ delle storie normali.

Lo spettacolo è un viaggio attraverso la mente e il cuore, sulla strada della quotidianità, che si sviluppa sulle note del cantautore Luca Bonacchi e la sua band e della giovane rapper Dinamitra. Inoltre, a rendere più ‘colorata’ la rappresentazione, ci saranno i giochi di sabbia della ‘sand artistGiulia Ghibli e non mancherà la Compagnia delle Coccinelle. Continua a leggere »

Articolo Commissione Provinciale Giovani

ufficiogiovani gennaio 14th, 2009


a cura della Commissione Provinciale Giovani

Si parla spesso e genericamente del distacco dei giovani dalle istituzioni che appaiono lontane e poco sensibili alle loro problematiche, distacco che si traduce spesso in sfiducia e incredulità.

E’ un rapporto conflittuale dovuto alla non conoscenza reciproca, ad una integrazione ancora labile.

Può sembrare scomodo per una Commissione Giovani dichiarare questo, visto che l’avvicinamento dei giovani alle istituzioni è uno dei nostri obiettivi prioritari, ma solo da un’attenta analisi della realtà si può lavorare per un cambiamento.

Le nuove generazioni chiedono concretezza, incisività e non sopportano i discorsi vuoti. Il linguaggio della politica ha un’altra logica. Per non parlare poi del contrasto tra la concezione di tempo del giovane, dinamico e veloce, e del tempo burocratico che assopisce la freschezza delle idee.

Il problema complesso non può ridursi alla semplice contrapposizione tra l’idealismo della gioventù e la realtà politica, o ai vuoti luoghi comuni che vedono il giovane in atteggiamento critico verso l’autorità per reazione generazionale. Il giovane ha un grande desiderio di partecipare, di esprimersi  ma la sfiducia verso la macchina politica cresce nel quotidiano nel clima di instabilità e mancanza di soluzioni concrete. La politica non può e non deve essere un mondo parallelo, i giovani hanno bisogno della politica ma anche la politica ha un estremo bisogno dei giovani.

That’s amore

ufficiogiovani gennaio 14th, 2009


di Walter Mosca
del Liceo scientifico “A. Vallisneri” 5SA, Lucca

Ha ragione Ligabue, quando canta che “L’amore conta”. Personalmente, “Io non so parlar d’amore” (Celentano) da vero esperto, e mai mi arrogherei il diritto di farlo. L’unica certezza, è che “Everybody needs somebody to love” e “all you need is love”, come profetato dai Blues Brothers e dai Beatles.

Gli uomini infatti, passano moltissimo tempo alla ricerca di “Somebody to love” (Queen). Talvolta, quando si è fortunati, I “Seeds of love” (Tears for fear), danno subito frutto, anche se, il più delle volte la gente preferisce imbarcarsi sul famoso “Love train” (The O’Jays). Una volta a bordo, subito si cominciano a percepire emozioni che altrimenti sarebbe impossibile carpire. Si capisce che quando “She loves you” (Beatles), qualcosa è scattato. Viene voglia di cantare “I love you baby” (Diana Ross), di amare una persona “8 days a week” (Beatles). Ci si accorge che “She drives me crazy” (Fine Young Cannibals), e che per questo si prmette che “I’ll always love you” (Whitney Houston), perché stai vivendo “Un’amore da favola” (Giorgia).

Quando però l’incanto si spezza, arrivano I primi “Heartaches” ( The Marcels), o mali di cuore. Riconosci che “I’m not in love” (10cc),  che il tuo è diventato un “Corazon espiando” (Santana). Le fai sapere che “Love really hurts without you” (Billy Ocean), e compi un’ultimo disperato tentative chiedendole “Resta cu’mme” (Pino Daniele).

A questo punto, il tuo amore si distorce: diventi un “Latin lover” (Cremonini) o un “Part-time lover” (Stevie Wonder), e magari cominci a provare nuove esperienze, come “Il triangolo” (Renato Zero).

Una ferrea regola dell’amore infatti, è che “You can’t hurry love” (Supremes).

Questa è la “Crazy little thing called love” (Queen), o come cantava il grande Frank Sinatra, “That’s amore”.

Senza titolo

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Ilaria Rossi
Geometri Itcg “L.Campedelli” Castelnuovo di Garfagnana

Le sostanze più utilizzate oggi dai ragazzi: hashish e marijuana; in forte aumento, soprattutto per i maggiorenni, l’uso di cocaina, una volta droga per vip, ora per “figli di papà” a causa del costo abbastanza alto. Due sono i tipi di ragazzi che ne fanno uso, quelli integrati in un gruppo e magari anche istruiti che usano droghe solo per divertirsi e altri che vogliono apparire felici e forti ma in realtà non lo sono: hanno problemi familiari, a scuola, o magari con gli amici, e per nascondere la noia e la sensazione di mancanza di libertà e di potenza si rifugiano in sostanze stupefacenti. I ragazzi che si drogano cercano nuove sensazioni, nuovi mondi, l’apparente tranquillità e “il gusto vero della vita”, ma spesso non sanno a cosa vanno incontro, soprattutto con la cocaina. Solo quando e se conosceranno un gruppo di amici che gli faranno capire che ci si può divertire anche bevendo coca cola, potranno aiutarli. Molti ragazzi hanno notato che nei volantini antidroga non sono ben specificati i “contro” sull’uso di cannabis, si trova spesso scritto che provoca senso di rilassamento e una forte fame, che ha effetti immediati che durano circa 2/3 ore e che aumenta la capacità di parlare con gli altri. Molti oltretutto dicono che non provoca danni cerebrali permanenti. Allora, per quale motivo i ragazzi non dovrebbero farsi le canne?! Sono proprio questi gli effetti che cercano.. La cocaina fa più paura, i suoi effetti, sicurezza, euforia, sensazione di poter spaccare il mondo durano circa 40 minuti, passati questi c’è una forte sensazione di stanchezza, di depressione e di mancanza di energia, per questo si fanno i “richiami” cioè tirano di nuovo una quantità minore, perché torna il bisogno di sentirsi nuovamente forti, devono riassumerla e inizia così la dipendenza.

Droga? No, grazie.

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Beatrice Farioli
Liceo Artistico Superiore”A.Passaglia”

Inutile ricordare che sempre più giovani fanno uso di droghe.

Inutile specificare quali e indicare ancora una volta le atroci conseguenze che ne porta l’uso o l’abuso.

Ragazzi che pensano “ tanto una volta non fa nulla, lo faccio per provare, per vedere com’è”, poi muoiono per un “ingrediente” sbagliato.

Difficile è capire il perché dei gesti che i giovani sono portati a compiere.

Forse è colpa di come va il mondo. Una crisi morale, la scomparsa di modelli di riferimento genera un vuoto che dà l’impressione di vivere senza senso. I genitori, del resto sono troppo indaffarati per seguire i figli, dovrebbero avere sani principi da trasmettere e invece si comportano peggio di loro; non vogliono aprire gli occhi e pensano che mai il loro “bambino” potrebbe avere problemi con la droga e divenire come gli altri.

Invece è così. Pecore che seguono il branco. Privi di autostima, preferiscono annullarsi insieme ai loro problemi.

Una volta i drogati erano considerati quelli trasgressivi. Oggi la trasgressione è essere normali.

Caratteri deboli portano ad un passaparola “stasera voglio provare l’erba perché tizio ha provato e ha detto che è ganzo!”. Ingenuità e presunzione fanno brutti scherzi.

Si arriva così alle sostanze più forti. Quello che accade con la droga vale con le sigarette per la fascia di età dei ragazzi più piccoli.

Ma come è possibile che i genitori non si accorgono di nulla?

Certo il problema potrebbe non essere solo il branco da seguire, ma tutti gli altri motivi sono ugualmente non validi. Ci sono sicuramente alternative. Parlare dei propri problemi è una.

Offrire ai giovani le ragioni per vivere non solo i mezzi, si dovrebbe tornare alle radici del problema dando un senso alla vita.

Insomma esistono opzioni alla droga. Ma dicono che sia la strada più facile. Non ci credo!

Sognare di essere un supereroe

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Maria Arianna Barattini
Liceo Scientifico Vallisneri

In generale, il consumo tra la popolazione di sostanze psicotrope come ecstasy, anfetamine e LSD è generalmente basso, ma il dato più sconcertante ed in continuo aumento è che il consumo di questa sostanza avviene soprattutto tra i giovani.

I motivi sono molteplici: si va dalla mancanza di affetto e di dialogo all’interno della famiglia, passando per la disoccupazione sempre crescente tra coloro che hanno un titolo di studio, arrivando, infine, alla mancanza di interessi e valori. Molto delicato è il tema del rapporto genitori-figli, colpevole la vita odierna che sta diventando sempre più caotica e stressante. Capita spesso che per lavoro i genitori lascino da soli troppo tempo i figli e alla sera non se la sentano, per la stanchezza e per i problemi incontrati durante la giornata, di dialogare con loro, provocando in questi ultimi un fortissimo senso di solitudine in un periodo particolare come quello dell’adolescenza in cui lo scambio di opinioni tra genitori e figli è fondamentale.

La mancanza di interessi e valori è, invece, provocata dall’immagine dello stile di vita che la società propone ai giovani,la figura di un individuo che, per ottenere notorietà e benessere, è pronto anche ad agire in modo illecito, calpestando gli altri, pur di raggiungere l’obiettivo che si è prefissato. Molti giovani quindi, imitando ciò che vedono, perdono i valori fondamentali di un tempo come l’onestà e la semplicità. Ma il successo non è garantito e allora ci si rifugia nei “paradisi artificiali”  che ti fanno sentire per qualche ora un supereroe. Al risveglio, però, che delusione! Tutto ritorna ad essere come prima e lo sconforto è ancora maggiore, per cui si attende di nuovo di riprovare la volta successiva.

Senza titolo

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Solange Parducci
Liceo Artistico Superiore”A.Passaglia”

Sempre di più si stanno diffondendo tra gli adolescenti le nuove droghe e sostanze, anche sintetiche, consumate di solito nelle discoteche il sabato sera, ma anche nelle scuole, nei parchi e non solo. Al giorno d’oggi per i giovani è molto semplice riuscire a trovare droghe o sostanze illegali, basta chiedere ai compagni, ad amici o a ragazzi più grandi. Alcuni si drogano solo per provare nuove esperienze, nuove situazioni, nuove emozioni, altri anche solo per curiosità o perchè lo fanno tutti. Le droghe più gettonate sono la marijuana, l’anfetamina, l’ecstasy e l’hashish, ma anche l’LSD, la cocaina e l’eroina. Le conseguenze sono irreparabili, come la dipendenza, alcune volte allucinazioni che portano qualche volta anche alla morte, inquietudine, depressione, danni al cervello, sonnolenza, dolori muscolari e tremori e solo con fatica e tanta forza di volontà se ne può uscire fuori. La droga è un fenomeno che sta crescendo sempre più tra i giovani, che anche se sanno le conseguenze e quanto è difficile smettere, non riescono proprio a farne a meno. Alcuni ragazzi iniziano a provare convinti che, tanto prima o poi smetteranno, ma il più delle volte non succede, dopo la prima volta di solito se ne succede sempre una seconda e così via, fino a quando non riescono più a smettere. Molte delle volte queste sostanze, vengono mescolate ad alcol e fumo e le conseguenze peggiorano. Per fermare le percentuali, bisognerebbe far capire ai giovani che con la droga si rischia di morire e di rovinarsi la vita per sempre e una volta entrati nel giro è difficile uscirne. Bisognerebbe aprire più centri di sostegno per i giovani e far girare nelle scuole esperti e testimoni che parlino dei diversi tipi di droghe, del loro contenuto, delle loro conseguenze e come uscirne fuori.

Sesso,droga e rock n’roll:dalle stelle alle stalle

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Nicola Rinaldi
Istituto Superiore Artistico. Augusto Passaglia

Non mi sento in grado di dare risposte o  indagare su cause ed effetti. Voglio invece raccontarvi di un ‘amica. Sabato sera ,Darsena, un mix di afa e musica house scadente . Lei…immersa nell’etnia giovanile. Birra, lucky e sete di emozioni. Così la prova ,un po’ per gioco, un po’ per far smettere la sofferenza che le erode lo stomaco. Tortura ed orgasmo. Scatena il suo corpo tra la folla ,”liberandosi”. La parola chiave nella sua equazione personale tra sesso,solitudine e rock n’roll , è droga. Volto emaciato, sguardo fisso nel vuoto. L’unico barlume… la comunità . L’uso di stupefacenti ormai è un fenomeno molto diffuso nella società di oggi , che si è evoluto per stadi dalla fine degli anni sessanta lasciando una notevole impronta, creando così un sub capitalismo nascosto da “campagne di sensibilizzazione”, da bei cravattini e da una generazione in cui l’andare oltre ,è pane quotidiano. Assumere qualche “pasta” il sabato sera è diventato quasi di uso comune. E l’età è sempre più bassa: questo è uno dei dati più sconvolgenti che si registrano oggi. Molti lo fanno per solitudine , altri per il gusto di sentirsi vivi superando le mentali barriere adolescenziali o per imitare la propria stella che brilla sul palco. A volte la droga rappresenta lo sfogo alla repressione , il buco all’orecchio dei giovani d’oggi.

Senza Titolo

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Manuele Mancasi
Liceo delle Scienze Sociali

È allarme per il problema droga, che si sta diffondendo sempre di più fra i giovanissimi: infatti i ragazzi sempre più presto, secondo le statistiche già dai 13-14 anni, si avvicinano all’alcool e alle droghe. Lo testimoniano i sempre più frequenti fatti di cronaca che vedono come vittime giovanissimi, che per lo”sballo” di una sera e l’ossessione del “divertimento ad ogni costo”, ci hanno rimesso la vita. Nell’ultimo periodo, inoltre, si sono diffusi ancora di più nella penisola italiana i cosiddetti “rave party”, feste illegali caratterizzate da musiche tecnho dal ritmo ossessivo e dove il divertimento consiste nello “sballarsi”, facendo anche miscugli fra più sostanze, dagli effetti devastanti. Inoltre, secondo le recenti statistiche, quasi il 70% dei giovani fra 18 e i 20 anni nel week-end guida un veicolo in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze, costituendo un serio pericolo per sé stessi e per gli altri. Il problema sembra  non arginabile e i genitori sembrano impotenti e, alle volte, pure inconsapevoli dei comportamenti dei loro figli. Ma quali sono i motivi che spingono i giovani ad avvicinarsi alla droga? A sentire loro, la causa principale è la noia: una noia diffusa e che i giovani vogliono combattere con gli “eccessi”, siano essi droga, alcool oppure, come nei casi più drammatici, vera e propria violenza, come nel caso dei ragazzi che tirarono i sassi dal cavalcavia. Questo è, secondo me, il nucleo centrale del problema e quello su cui le famiglie e la scuola, i due organi più importanti nell’educazione e la formazione dei giovani, devono lavorare insieme, sia informando sui rischi che seguono l’abuso di droga e alcool e sia cercando di far riscoprire a loro quei valori che sono necessari per combattere questo nichilismo diffuso.

Ritrovare il vero senso della vita: ecco la vera disintossicazione

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Damiano Paolinelli
Liceo Scientifico A.Vallisneri

L’uso di sostanze psicotrope sta sempre più diffondendosi tra i giovani, che pur di non finire nell’anonimato ricorrono a questo drammatico espediente. Alla base di ciò si cela indubbiamente la volontà da parte dei ragazzi di abbattere le invalicabili barriere della comunicazione che subdolamente ci sono state innalzate da una società fredda e opportunista: essa tende infatti ad emarginare coloro che cadono vittima delle sue contraddizioni piuttosto che tentare di rimuoverle. Esempio lapalissiano è riscontrabile nei media che con una paradossale stereotipizzazione della realtà, ci propongono personaggi oserei dire inetti, come calciatori, modelle e veline, che al mondo della droga sono dimostrati appartenere in più occasioni:pongo il caso Kate Moss che, grazie allo scandalo che tutti conosciamo, ha guadagnato immensa notorietà e denaro.

Il medesimo fenomeno provoca a mio avviso una personalizzazione dei canoni di ciò che è bene e male,spingendo i giovani verso pericolose strade.

Un altro motivo per cui sempre più ragazzi si avvicinano al mondo della droga è imputabile ad un nichilismo in forte ascesa: non estraneo al suo sviluppo una spasmodica ricerca della felicità sfociata in uno sfrenato consumismo. Tutto ciò è notevolmente aggravato da una profusa demonizzazione del giovane dipendente che, estraniato e discriminato, finisce per negare la propria schiavitù alle sostanze, rendendo così impossibile anche un’eventuale disintossicazione.

Ma la vera disintossicazione è da questo triste mondo, dal pessimismo esistenziale che ci portiamo dentro: la vera disintossicazione è ritrovare il senso della vita.

Senza titolo

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Luporini Stefania
Liceo Scientifico “A.Vallisneri”

“L’amore conta” canta Ligabue e così tra le canzoni, i libri e i film gli adolescenti sognano ognuno la propria favola: lei all’eterna ricerca del suo principe azzurro e lui della ragazza che riesca davvero a fargli battere il cuore.

Così, tra i banchi di scuola nascono le prime intese, i primi baci da ricordare per il resto della vita.

Crescendo l’amore conta; ma quanto? E soprattutto è davvero amore quello che c’è nei rapporti di oggi?

È facile sentire parlare d’amore: in televisione, nelle canzoni, nei libri è probabilmente il tema più ricorrente.

Spesso però l’amore viene strumentalizzato dai media e detto con troppa leggerezza nei rapporti umani; si scambia troppo spesso una complice intesa per amore eterno quando sarebbe invece più adeguato dare il giusto peso alle parole.

Non c’è però da stupirsi di questo atteggiamento generale in una società in cui persino il massimo sigillo di un rapporto di coppia ha perso la sua importanza: il matrimonio, simbolo di unione fedele e duratura basato su un sentimento d’amore che lega i coniugi per tutta la vita, ha perso in gran parte la sua credibilità e il suo valore, di fronte alla maggioranza delle persone che giurano amore eterno più volte e a più persone mentre nella realtà dei fatti il loro amore, se di amore è lecito parlare, dura solo poche settimane.

È difficile prendere atto della differenza tra le storie dei film e la vita reale; più facile è continuare a sognare la favola e convincersi che ogni volta sia l’Amore sognato, aspettato, desiderato.

Ma che sia amore vero o solo una dolce illusione è giusto vivere a pieno ogni momento, ogni emozione, e che sia eterno o passeggero, come canta Ligabue, “l’amore conta”!

2008: fine del romanticismo?

ufficiogiovani gennaio 7th, 2009


di Rossana Terruzzi
Liceo artistico Passaglia-Lucca

Fiori, cioccolatini e dolci parole! Esistono ancora? Oppure la nostra società ormai si basa solo sul sesso? I rapporti tra i giovani, ma anche tra i meno giovani, si basano principalmente sulle prestazioni sessuali. In televisione si vedono solo donne poco vestite, per strada anche. Non parliamo poi delle riviste patinate. Molto di tutto ciò che rimbalza ai nostri occhi ha un messaggio sessuale. I ragazzi non si innamorano più. Fanno sesso con persone che non amano e che spesso non conoscono neanche bene, “beccate” in discoteca o in un sito Internet.

Siamo quindi diventati una società di insensibili? La verità è che molte persone sembrano aver paura di vivere questo profondo sentimento, così strano, bellissimo finché dura e orribilmente triste quando finisce e rimane il sapore amaro dei bei ricordi. Paura di vivere ciò che può far fare cose inaspettate. Si preferisce un’esistenza senza amore, senza sentimenti, per timore di lasciarsi andare, di buttarsi nel vuoto senza preoccuparsi delle conseguenze.

E’ vero: spesso tra persone sposate l’amore si affievolisce facendo spazio ai problemi di tutti giorni. Basta ascoltare tra la folla, al cellulare: le frasi da “ti amo” diventano “tesoro, hai fatto la spesa?”. Purtroppo le persone sembrano non avere né tempo né voglia di innamorarsi: meglio avere rapporti casuali, ogni tanto.

Dunque, è davvero finito il tempo delle rose e dei cioccolatini, lasciando il posto alle riviste pornografiche e alla figure poco vestite della tv? E non solo: l’amore è diventato un sentimento superfluo, che si consuma in un clic sul computer?

Pensiamoci. Sarebbe un vero peccato  finire per guardarlo solo al cinema e non viverlo più di persona.

Finalmente sabato. Tutte le follie della sera più attesa

ufficiogiovani dicembre 18th, 2008


di Bonturi Loraine
Liceo scientifico Vallisneri

Di nuovo sabato sera: incidenti,alcool,droga,fumo,discoteche,giovani che si divertono senza mezze misure. E’ questo che si verifica sempre più frequentemente nella nostra società. Arriva il sabato e l’eccesso che i giovani chiamano divertimento si trasforma in tragedia. Qualche anno fa i ragazzi per divertirsi andavano a ballare e stavano fuori fino a mezzanotte; adesso il sabato è solo un pretesto per bere e andare fuori di testa. La gioventù aspetta tutta la settimana questa sera per sentirsi libera e onnipossente. Le leggi che vietano la vendita alcolici ai minori di 16 anni e l’uso di sostanze stupefacenti non bastano a fermare l’ondata di follia. Le attenzioni mancate,la voglia del piacere sfrenato,il desiderio di lasciare fuori i problemi per qualche ora,di seguire il gruppo per essere come gli altri: questo è sabato sera. Ogni anno cresce il tasso di incidenti mortali dovuti all’eccesso di alcool e alla droga; spesso i giovani non hanno la reale percezione né del proprio livello di lucidità, né del pericolo che corrono mettendosi alla guida in stato di ebbrezza. Da una ricerca dell’associazione “Prodigio Onlus” emerge che il 36% degli adolescenti trascorre il sabato sera al pub, il 18% in discoteca, il 20% a casa di amici, mentre solo il 14% rimane a casa; la serata è associata alla musica e al ballo dal 35% dei ragazzi, all’alcool dal 25%, al fumo dal 14%. Provare tutto senza limitarsi: questo è sabato sera. Ma il rumore di una lamiera accartocciata,un fiore su una bara fredda,una corsa disperata all’ospedale non valgono lo straordinario dono che è la vita: pensaci prima di eccedere!

Articolo senza titolo n.2

ufficiogiovani dicembre 17th, 2008


di Grassi Barbara
Liceo scientifico A.Vallisneri

“ Dove ci incontriamo stasera?”

“ In chat ovviamente!!”

Venti anni fa il luogo di ritrovo dei giovani, ragazze e ragazzi era la piazza, oggi invece le città sono vuote, ma i grandi gruppi di amici non sono scomparsi, esistono ancora, hanno solo cambiato piazza, scegliendo quella virtuale: la chat.

Le tecnologie non hanno semplicemente cambiato la nostra vita, sono diventate parte integrante di noi, e noi di conseguenza parte di loro.

Internet. Questa è la parola magica d’ingresso in un immenso mondo. Il computer, tutto si svolge lì in una scatola che è diventata la nostra seconda casa, il nostro secondo mondo , popolato da lavoratori, viaggiatori senza meta, chi nella navigazione sceglie di essere un pirata e chi, ancor peggio, dice di essere qualcuno che non è. E senza accorgersene passiamo ore a parlare con gente che non abbiamo mai visto , ci confidiamo, ci apriamo a loro, loro che credono a tutto ciò che diciamo , magari poi ci innamoriamo, senza aver mai guardato l’altra persona negli occhi.

Le relazioni genuine di venti anni fa sono state trasformate in parole virtuali, fredde e impersonali e le emozioni non devono più essere intuite, oggi si leggono esplicitamente dagli emoticon.

Se prima per emozionarci bastava anche solo ricevere la lettera di un amico ora niente ci appaga, sfogliamo decine e decine di fotografie, guardiamo video proibiti e lasciamo una parte di noi in comunity, su blog e su wall.
A qualsiasi ora questa piazza è popolata, le sue luci non si spengono mai, ma arriva l’ora di andare per noi: ci alziamo dalla scrivania e improvvisamente ci accorgiamo che non c’è nessuno intorno a noi. Improvvisamente siamo soli.

Articolo senza titolo n.1

ufficiogiovani dicembre 17th, 2008


di Battaglia Francesca
Liceo Artistico “A.Passaglia” Lucca

Il rapido sviluppo in questi ultimi decenni delle nuove tecnologie in tutto il mondo ha profondamente modificato i modi, i tempi ed i luoghi, di nascita e sviluppo , dei nostri rapporti. Con il computer , ad esempio, si può parlare contemporaneamente con più persone stando a casa senza dover uscire in piazza, fare acquisti senza andare al negozio, leggere e commentare i quotidiani senza andare in edicola, consultare libri e riviste nelle biblioteche di tutto il mondo dalla propria stanza e addirittura conoscere nuove persone in qualsiasi parte della terra, seguire “on line” in tempo reale la partita della squadra del cuore, anziché andare allo stadio. La piazza, i negozi, l’edicola, il bar, la biblioteca, lo stadio, scenari indispensabili, fino a poco tempo fa, del comunicare e del relazionarsi con gli altri, dell’intrattenere rapporti o intrecciare nuove conoscenze, stanno progressivamente perdendo il valore di catalizzatori di storie di vita sociale, sostituiti dagli ausili tecnologici assai più potenti, ma assai più isolanti. Il fatto di avere tutti intorno a noi ci fa stare meglio? Accresce il nostro benessere? Oppure la velocità e la facilità della comunicazione universale , in assenza di contatti diretti, ci crea ulteriori problemi? Credo che di per sé le nuove tecnologie non siano né buone né cattive, il problema è come le usiamo. La gestione dei cambiamenti che esse portano è un nostro problema culturale e comportamentale. Il rischio è di diventare schiavi delle nuove e migliori tecnologie; è opportuno essere molto bravi a gestire questi nuovi aiuti senza perdere il senso e la ragione per la quale esistono.

Nuove tecnologie all’orizzonte:ci rendono davvero più vicini o è solo un’impressione?

ufficiogiovani dicembre 17th, 2008


di Tersigni Giulia
Liceo Scientifico A.Vallisneri

Diversamente da oggi, nel passato la comunicazione era un privilegio; inoltre, le possibilità di far sentire la propria voce erano limitate, accessibili a pochi, e le uniche informazioni erano quelle forniteci dai media, facilmente censurabili dal potere. La difficoltà negli spostamenti rendeva complicato alle persone percorrere lunghi viaggi al di fuori dal proprio paese o dalla propria città, che rappresentavano il loro mondo. Oggi invece comunicare non è mai stato così facile: infatti le nuove tecnologie accorciano le distanze e grazie ad esse siamo tutti molto più vicini; abbiamo maggiori occasioni di rimanere in contatto con amici, anche se molto distanti, e con un semplice click del mouse possiamo parlare gratuitamente dall’altra parte del mondo: un’importantissima occasione di conoscere nuove culture ed assottigliare le differenze fra i popoli. Ma siamo davvero sicuri che questo colossale sviluppo della tecnologia presenti solo aspetti positivi o, semplicemente, siamo accecati dagli incredibili effetti che questa rivoluzione ha portato nelle nostre vite? Dovremmo invece chiederci: cosa porta questa tecnologizzazione della comunicazione? Nei rapporti umani le persone diminuiscono i contatti fisici e quelli col mondo esterno,passando più tempo online che offline: ma può un sentimento essere trasmesso attraverso un SMS o il web? Possono un’ amicizia o un amore nascere in tale contesto? Le macchine saranno “umanizzate” o gli uomini “meccanizzati”? Dobbiamo tanto ai progressi della scienza, ma è importante non perdere contatti con la naturalità del vivere quotidiano, perché i nuovi mezzi di comunicazione non saranno mai paragonabili alle bellezze meravigliose che esso sa offrirci.

Diamoci del tu!

ufficiogiovani dicembre 17th, 2008


di Stefani Virginia
Liceo Scientifico A. Vallisneri

Una volta gli adolescenti erano sempre più stimolati a distinguersi per emergere dalla massa; avevano una voglia innata di cambiamento, di vivere fuori dagli schemi convenzionali. Oggi invece prevale tra i giovani l’idea di omologarsi, di essere tutti uguali e seguire le tendenze che suggeriscono i mass-media. Tra queste si evidenzia la dimensione digitale. Fin da piccoli imparano a utilizzare il computer, poi entrano in internet per fare ricerche, si iscrivono alle Chat, costruiscono siti web e fanno tante altre operazioni che un adulto magari impara a fatica. Ma il contatto virtuale sostituisce quello reale, e approfondisce la timidezza o l’introversione del giovane. Le ore passate davanti allo schermo potrebbero attenuare lo sviluppo di una capacità di giudizio, che progredisce invece con incontri personali. L’utilizzo esagerato di questi mezzi inibisce la capacità di immaginazione: ci troviamo tutto già riprodotto e fissato sullo schermo, senza che ci venga richiesto lo sforzo di mettere in moto ed utilizzare la nostra fantasia e intelligenza. Infine sappiamo che internet è un mezzo anarchico, nato di per sé senza regole, poiché nessuno detiene in modo accentrato le chiavi della comunicazione. Questo, se da un lato permette l’espressione e la diffusione di tante idee e notizie, dall’altro rende molto difficile tutelarne la veridicità. Internet,inoltre, ci insegna ad essere immediati, ad utilizzare il tu con tutti, senza dimenticare la cortesia nell’espressione, poiché la natura del mezzo ci impone di essere sintetici e concreti in una forma di linguaggio nuova e originale.

E’ tutto intorno a noi? Come le nuove tecnologie cambiano i nostri rapporti

ufficiogiovani dicembre 16th, 2008

di Giulia Rovai
Istituto ITCG L.Campedelli, Castelnuovo di Garfagnana

Le nuove tecnologie hanno cambiato il nostro modo di interagire con le persone, i ragazzi di oggi passano il loro tempo dietro uno schermo, per assurdo i genitori possono sapere meno cose del proprio figlio di un estraneo abitante a migliaia di Km, conosciuto tramite chat.

Fermandoci a riflettere e guardando indietro nel tempo è possibile vedere come i rapporti umani, senza internet, televisioni e cellulari, erano molto più forti. Nasce un po’ di malinconia rileggendo le vecchie lettere ormai ingiallite, forse il computer non potrà trasmettere ai nostri nipoti le stesse sensazioni che da loro si evincevano, come emozioni, gioie e dolori che si stavano vivendo in quel momento. Guardando le foto in bianco e nero, sfogliando un vecchio album è quasi come fare un salto indietro, immergersi completamente in quel mondo. Di album oggi se ne vedono pochi, le foto grazie alla macchinetta digitale restano sul computer, vengono eliminate le imperfezioni, ogni sbavatura sparisce. Tutto questo in futuro, farà sembrare la società di oggi perfetta, ma sono proprio le imperfezioni a trasmettere emozioni, a raccontare. E poi come non parlare della musica, un tempo era un momento di unione dove si cantava insieme, si faceva gruppo intorno a un giradischi, oggi i giovani si mettono le loro cuffie all’orecchio e ascoltano l’i-pod, ma in questo modo si rifugiano in un mondo tutto loro.

Sarebbe bello che i giovani, almeno un attimo si fermassero a prendere carta e penna e mettessero nero su bianco le emozioni più vere e iniziassero ad aprirsi, a parlare con la famiglia.

È inutile pretendere di scoprire quello che c’è a istanze enormi se non conosciamo la nostra realtà quotidiana. Leviamoci quelle cuffie dall’orecchio e ascoltiamo insieme i rumori del mondo intorno a noi.

Io e il mondo: esiste un futuro? Alla scoperta dei legami solidali tra le persone

ufficiogiovani dicembre 2nd, 2008

di Lucchese Elena
Liceo delle Scienze Sociali

La nostra vita è ricca, di gesti, di parole, di pensieri, di incontri.

Quante persone avrai conosciuto, con quante di esse avrai parlato e tu con chi ti sei confrontato?

Noi giovani; oggi definiamo tutti amici, grandi amici, mettendoli fin dal primo momento su un piedistallo. Condividiamo con loro momenti indimenticabili; poi in un attimo tutto cambia. Per un semplice errore o una incomprensione ,tutto si cancella come il gesso sulla lavagna. Amicizie durate anni e anni, ma quello che rimane oggi, sono solo foto, pensieri scritti su quel quaderno nascosto nel tuo armadio e naturalmente i tuoi ricordi che nessuno ti potrà mai rubare. Tutto è finito; non rimane neanche un saluto, come se l’altro fosse uno sconosciuto . Continua a leggere »

Imparare a convivere con la diversità

ufficiogiovani dicembre 2nd, 2008

di Morgantini Michele
Liceo Scientifico “A.Vallisneri”, Lucca

Come può uno scoglio arginare il mare? Prendo in prestito i versi di Mogol per descrivere la stoltezza di chi pensa di mettere un freno al fiume di persone che ogni giorno fugge da luoghi dove conosce solo fame, guerra, miseria e violenza per cercare una speranza nei paesi così detti industrializzati. Continua a leggere »

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