Provincia di Lucca - Politiche giovanili

Oliva Sapiens

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Il progetto prevede il recupero e il riassetto di un piccolo appezzamento di terreno collinare che presenta terrazzamenti di ulivi, ora abbandonato da qualche anno e solo parzialmente produttivo. Si prevede di procedere per singole fasi partendo dalla pulitura del terreno e l’estirpazione delle piante infestanti. Successivamente si prevede la realizzazione delle strutture per la raccolta delle acque piovane che stoccate in serbatoi verranno riutilizzate del compostaggio organico realizzato con tutti gli scarti della pulitura misti ad altre sostanze organiche che permetteranno concimazioni rendendo i cicli il più possibile chiusi. La potatura avverrà attraverso un corso teorico/pratico tenuto da esperti potatori dell’olivicoltura alle nuove generazioni, nell’ottica dell’autosostenibilità e della trasmissione dei saperi. Nella prospettiva di giungere a tutte quelle pratiche di produzione biologica e biodinamica che sposano la tradizione con l’innovazione.

La fase successiva prevede lo studio e la potenziale realizzazione di fonti di energia rinnovabile, sino a giungere alla raccolta tradizionale delle olive. Potranno essere previste anche operazioni di rinnesto delle piante di ulivo là dove si renda necessario. Questo per creare un’attività dove i giovani possano avvicinarsi alla cultura e alle pratiche contadine. In un percorso di eco-sostenibilità e socialità.

Ricreando quella catena di trasmissione dei saperi tra generazioni, diffondendo conoscenze tradizionali. In uno spazio che rappresenti luogo alternativo di relazione sociale e di solidarietà nei confronti della marginalità e della difficoltà attraverso sperimentazione agricola e ambientale uso di fonti di energia rinnovabile, riassetto e conservazione del territorio.

Vorremmo realizzare un progetto che abbia la finalità di dare un’opportunità di lavoro e d’integrazione ai giovani, agli anziani, a coloro che sono privi d’occupazione, agli extracomunitari. E a tutti coloro che per propria condizione vivano nella difficoltà spinti ai margini della società. Fare del podere recuperato un luogo di sperimentazione di pratiche di agricoltura sostenibile unendo saperi tradizionali e innovazione. In un luogo dove attraverso un’integrazione fra lavoro, socialità e conoscenza si dia un segno tangibile di solidarietà anche verso tutte le forme di disagio sociale. Il recupero del podere renderà possibile sperimentare forme di sviluppo sostenibile nonché quel tessuto sociale che è andato degradandosi. Mettendo in relazione reciproca individui, competenze, generazioni diverse che potranno integrarsi. Andrà valorizzato in particolar modo il patrimonio dei saperi che deriva dall’esperienza degli anziani, riscoprendo il loro ruolo di utilità sociale dimenticato nelle strutture sociali moderne. Inoltre la comunità allargata potrà (creando le dovute sinergie) beneficiare di un luogo dove integrare disagio e disabilità.

Proiettando le competenze sorte, in un più articolato progetto a medio- lungo termine in sinergia con il Comune, la Comunità montana, gli altri Enti locali, le associazioni di volontariato, le realtà che già elaborano uno sviluppo locale sostenibile. Che porti alla nascita di un frantoio sociale. Ricchezza che questa piccola comunità, potrebbe inserire insieme ad altri percorsi in un più ampio progetto d’area, apportando cosú il suo contributo allo sviluppo di forme economiche che ridiano linfa ad un degradato tessuto sociale.

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