Provincia di Lucca - Politiche giovanili

Ultima modifica: 15/07/2013

Gli articoli del concorso Ultimora

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TESTO N° 1

Aids la malattia che mette in ombra – 3 Castelnuovo

AIDS: la malattia che mette in ombra.
La campagna della LILA ha ricordato il grave problema della discriminazione verso i malati di HIV.
L’AIDS è un grave problema globale: ancora oggi, dopo ottant’anni dalla scoperta del virus HIV che provoca la malattia, i malati lottano per la sopravvivenza.
L’AIDS continua a fare molta paura. Ma non se ne parla abbastanza.
Alcune campagne pubblicitarie, però, continuano a riproporre il problema non solo della prevenzione ma anche della discriminazione, una delle più gravi conseguenze della malattia.
Tra le pubblicità recentemente trasmesse dai media, di sicuro ha fatto scalpore quella della Lila (Lega Italiana Lotta Aids), nella quale, accanto al volto dei politici dei principali partiti italiani, compare la scritta “Voteresti per me se avessi l’AIDS?”. Una pubblicità-provocazione, che allude senza mezzi termini al fatto che l’atteggiamento comune è quello di allontanarsi dalle persone infette per paura. Atteggiamento, però, alimentato dall’ignoranza e dall’approssimazione dell’informazione.
Nel mondo si continuano a discriminare e penalizzare i malati di AIDS. Spesso i malati hanno paura ad avvicinarsi anche alle strutture mediche perché si sentono costantemente additate, non accettate. Il personale ospedaliero, infatti, è stato spesso al centro di episodi di discriminazioni verso i sieropositivi: la raccolta di saggi “Positivo Scomodo” , presentata nelle scuole del territorio provinciale nell’abito di un progetto si sensibilizzazione sull’AIDS, testimonia quanto lavoro, in termini di informazione e comunicazione, sia ancora necessario per evitare che i pazienti sieropositivi siano trattati in maniera diversa dagli altri. La discriminazione, infatti, aumenta lo sconforto in chi la subisce, mentre, invece, è necessario alimentare la speranza. L’AIDS, anche se non si può sconfiggere, si può combattere con medicinali e cure che garantiscono condizioni di vita migliori ai malati.
I sieropositivi devono poter contare su un sistema di informazione che permetta loro di vivere una vita sociale serena e trasparente, senza esclusione e nel rispetto dei loro diritti.

di Gaia Cassettai, Rebecca Pagani e Ilaria Resci
classe III A Liceo scientifico “G. Galilei”,
Castelnuovo di Garfagnana.


TESTO N° 2

Aids una malattia che non si dimentica – 2B Passaglia

AIDS una malattia che non si dimentica

L’HIV è una patologia che può colpire ogni fascia d’età ed è in oltre una delle principali cause di decessi in numerose aree del mondo, poiché non esiste ancora una cura definitiva, ma solo medicinali che rallentano la carica virale. L’HIV si contrae esclusivamente entrando in contatto con sangue di persone infette, ad esempio ferite o con rapporti sessuali non protetti. Il virus forma un “santuario” in cui le cure non riescono a penetrare, impedendo lo sradicamento definitivo della patologia che attacca le difese immunitarie, riducendole sempre di più. Lo stadio avanzato di questa infezione viene chiamata AIDS, può portare a patologie a cui sono strettamente connesse malattie opportunistiche:ovvero batteri che, trovando un corpo con le difese immunitarie molto basse, dovute all’HIV si stabiliscono provocando infezioni gravi anche al cervello, polmoni all’intestino, o causando tumori.
Nonostante oggi si abbiano molte informazioni, vi sono 34 milioni di persone infette, delle quali il 50% non ne è a conoscenza. E’ quindi importante, nella società odierna, sensibilizzare l’opinione pubblica dando le maggiori informazioni possibili ai giovani, ma senza tralasciare gli adulti, che spesso sono i maggiori individui che riscontrano la patologia. E’ un argomento importante in quanto , pur avendo fatto progressi con la medicina, la malattia continua a diffondersi grazie all’indifferenza delle persone, la poca responsabilità o motivi religiosi, dato che la chiesa cattolica nega la possibilità di usare il profilattico e quindi l’opportunità di avere rapporti sicuri. Si deve aggiungere inoltre la percentuale di persone che non è a conoscenza del proprio stato sanitario. E di conseguenza non si avvale delle cure. Riguardo ai numeri ci rendiamo conto che oggi vi sono 1,7 milioni di decessi e 2,5 miliardi di malati ogni anno, di cui il 14,8% potrebbe fare la cura, ma solo l’8% la fa. Il motivo del rifiuto delle cure molto spesso è la discriminazione dovuta all’ignoranza, è quindi fondamentale rendere informati giovani e non, ogni persona di ogni stato sociale sui rischi che si possono correre e di cosa invece non ci si dovrebbe preoccupare. E’ importante incentivare l’uso del profilattico e, in caso di rapporti non protetti o occasionali, è fondamentale effettuare dei controlli clinici in ospedale.

Sophia Breschi
Fiorella Ceragioli
Claudia Corso
Vittoria Cardella

TESTO N° 3

C’era un ragazzo – 3CS Viareggio

C’era un ragazzo …

C’era un ragazzo che come me … amava giocare a calcio, amava ascoltare la musica, amava uscire con gli amici e divertirsi …
C’era un ragazzo che come me … aveva dei sogni, aveva delle speranze, aveva … la sua vita.
Adesso non gioca più, non sogna più, non ha speranze; i suoi occhi sono tristi e vuoti …
Questa è la storia di un ragazzo qualsiasi, come me, come te, come ognuno di noi; per una serata troppo allegra, per una “dimenticanza” ha contratto il virus HIV e la sua vita di colpo è cambiata …
I suoi amici lo hanno a poco a poco abbandonato, il sogno di un lavoro, di una famiglia, dei figli è svanito …
Non lasciamo soli tutti quelli che sono in questa situazione.
Oggi la medicina ci insegna che l’ HIV è semplicemente una malattia che necessita l’assunzione di farmaci e che non impedisce di avere una vita normale. Il vero problema sono le persone che provano ancora diffidenza (dato che fino a poco tempo fa ancora si pensava che l’AIDS fosse la malattia dei tossici e degli omosessuali) verso i sieropositivi. Basterebbe forse un po’ più di sensibilizzazione, far sapere che il virus si trasmette con il sangue o con lo sperma (e quindi niente saliva), o forse basterebbe semplicemente aprire gli occhi, mettersi nei panni di queste persone e pensare che cosa si proverebbe se venissimo trattati come vengono trattati loro.
In questo modo forse, quel ragazzo che aveva dei sogni, degli amici e degli hobbies tornerebbe a rimanere un ragazzo che aveva dei sogni, degli amici e degli hobbies … E i suoi occhi “tristi e vuoti” tornerebbero a splendere …

Tabarrani Daniele
Gallo Davide
Sommariva Simone
Matteucci Matteo
Andreozzi Gianni
Classe 3a CS Galileo Galilei Viareggio

TESTO N° 4

Io non ci sto – Giorgi

Io non ci sto

Una semplice regola per vivere meglio

“E meglio prevenire che curare”questo di certo e vero visto che non si e ancora trovata una cura contro l’AIDS. Ma il dato che preoccupa e comunque quello del 2009 dell’organizzazione mondiale della sanità(OMS). La quale stima che vi siano 33,4 milioni di persone nel mondo che vivono con l’ HIV/AIDS. Con 2,7 milioni di nuove infezione di HIV all’anno e 2 milioni di decessi annuali a causa di AIDS. Secondo il rapporto UNAIDS 2009, in tutto il mondo vi sono state circa 25 milioni di morti e 14 milioni di bambini orfani nel Sudafrica. Dei numeri ritenuti “anormali” dagli esperti; Tenendo conto dell’avanzamento degli studi e delle nuove tecnologie in questi ultimi tempi. Anche se è stata istituita una celebrazione: La giornata mondiale contro l’AIDS che ha avuto origine al summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS del 1988 ed e stata in seguito adottata da governi, organizzazioni internazionali ed associazioni di tutto il mondo; e per promuovere attività di formazione, di sensibilizzazione e di educazione sull’AIDS attorno alla quale ruotano una serie di punti cardine che nessuno dovrebbe sottovalutare. Che il mondo dedichi dunque la giornata del 1° Dicembre per l’AIDS sembra un ottima idea, perchè è l’occasione per accrescere la conoscenza e per diffondere un pò di cultura sulla questione. Purtroppo tre persone su quattro sono ben disposte ma la quarta è schiava quando incontra uno sieropositiva perchè non sa come comportarsi con lui; perchè tra i problemi dei sieropositivi non c’ è la sindrome dell’età ingrata ne un grammo di snobismo. Sanno fare amicizia con tutti,semplicemente non ci dovrebbe essere differenza. Perchè non pochi sieropositivi sanno essere sempre di buon umore come uno “normale”.

TESTO N° 5

L’Aids colpisce ancora – 3B Castelnuovo

L’AIDS colpisce ancora

24enne morta a causa del virus.Informiamo la gente per evitare nuove infezioni

MILANO-Stamattina è stato trovato il corpo di una ragazza morta in pieno centro. È stato un passante a trovare il cadavere e subito ha allertato il 118, anche se per la ragazza non c’era più niente da fare. Dall’autopsia effettuata nel pomeriggio risulta che la causa principale di morte è un cancro legato al fatto che la ragazza aveva l’Hiv ad uno stadio avanzato.
La vittima, G.R., una ragazza di soli 24 anni originaria di Parma, si era da poco trasferita a Milano per conseguire la laurea presso la Bocconi dove seguiva la facoltà di economia. Un mese fa era finita in ospedale a causa di forte nausea ma i medici l’avevano rimandata a casa senza effettuare esami. Oggi invece una famiglia piange la figlia scomparsa e chiede che l’Italia venga informata dell’Aids; tanto mortale quanto sconosciuta.
Seguendo l’appello della famiglia abbiamo deciso di parlare dell’Hiv. Questa malattia è stata scoperta nel 1981, quando si registrarono casi sospetti di polmonite in 5 uomini omosessuali in California. Da questa data sono emersi ogni anno molti nuovi casi. Secondo l’Ist.Superiore della Sanità i casi registrati nel 2011 in Italia sono stati 774, i decessi 121 con un tasso di mortalità del 9%. La trasmissione dell’Hiv avviene per contatto diretto con sangue o saliva infetti e con rapporti sessuali non protetti ed è proprio per questo che da un po’di anni si è cercato di diffondere l’uso del condom nei paesi più a rischio.
Ieri un team di medici americani ha dato l’“ok”al farmaco“Truvada”che riduce tra 44 e 73% il rischio di contagio dell’Hiv. L’azienda produttrice, Gilead Sciences, ha dimostrato che Truvada ha un’efficacia al 90% nel prevenire l’infezione negli uomini che lo assumono regolarmente,efficacia che cade al 44% se preso ogni tanto.
Oggi per sapere se si è sieropositivi basta un prelievo di sangue,per questo facciamo un appello ai cittadini: una piccola goccia di sangue salva la vita.

Manfredini Giovanna,
III B, Liceo scientifico “G. Galilei”,
Castelnuovo di Garfagnana

TESTO N° 6

L’Aids è conosciuta da tutti – 3M Passaglia

Dalla scoperta della sindrome, in ogni società

L’AIDS è conosciuta da tutti, ma il contagio continua

Oltre alla scienza maggiore coscienza

Il fenomeno dell’immuno deficienza acquisita salì alla ribalta delle problematiche sociali quando i mass media, con la penetranza di cui sono capaci, si impadronirono dell’argomento. Denominata “ la peste degli anni ‘80”, scivolò sui giornali
ricoprendo il ruolo di marchio del peccato e di punizione delle frenesie sessuali. Questa sindrome portò un’ondata di pregiudizi, rimanendo inizialmente circoscritta a omosessuali e tossicodipendenti.Acambiare il modo, con cui veniva vista l’AIDS,fu il giocatore di pallacanestro Magic Johnson, il quale annunciò pubblicamente il proprio ritiro dal campionato a causa del contagio. Così Johnson trasformò questa malattia, limitata a un settore o due della popolazione, in un problema che può colpire chiunque. Inbreve tempo le speranze della sopravvivenza della razza umana vennero riposte quasi esclusivamente nel preservativo: furono così intraprese varie campagne pubblicitarie. Importanti per la prevenzione le prime pubblicità-progresso sull’AIDS: “Se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide” e ancora “Non esiste ancora una cura efficace, ma per fortuna non è facile ammalarsi”. Pertanto, nonostante siano passati trent’anni dalla scoperta del virus, non ci sono ancora cure in grado di far guarire un sieropositivo. L’individuo che ha contratto l’HIVperò, sottoponendosi a cure adeguate, può vivere una vita senza alcun tipo di ostacolo. Imass media ormai non parlano quasi più dell’AIDS:è forse caduta nel dimenticatoio? Sipensa che le persone siano ormai coscienti e consapevoli a cosa andrebbero incontro e che preparino i loro figli alla attenzione e alla prevenzione. Naturalmente il virus, anche se non curabile, è conosciuto: sappiamo come avviene il contagio e come prevenirlo. Nonostante l’enorme sviluppo che ha avuto la comunicazione, per molti giovani l’attenzione e la prevenzione sembrano non esistere, perché tanti, presi dalla bramosia di fare sesso, non pensano alla malattia e alle sue conseguenze irreversibili.

TESTO N° 7

L’aids una malattia silenziosa – 3 Castelnuovo

L’Aids: una malattia silenziosa.

Ma aumentano le iniziative per sensibilizzare i giovani.

In questi giorni il “capitolo” Aids è stato riaperto tra i giovani, che, nel
programma “Squarciagola” di NoiTv, hanno dato voce alle loro opinioni al riguardo.
L’Aids sembra una malattia invisibile: sappiamo che esiste ma difficilmente se
ne sente parlare. Le campagne di sensibilizzazione sono poche e poco diffuse, spesso
le persone non sono informate e non sanno come comportarsi di fronte a questa
malattia. L’Aids si trasmette principalmente per via sessuale e per questo il modo
migliore per prevenirla è l’uso del preservativo. È fondamentale intensificare
l’informazione soprattutto tra i ragazzi, perché è tra i più giovani che la malattia è più
diffusa: globalmente nel 2011 il 40% dei contagiati aveva un’età compresa tra i 15 e i
24 anni. I ragazzi ignorano questa malattia semplicemente perché credono che non li
riguardi, ma i rapporti occasionali con persone poco conosciute o che non sanno di
aver contratto il virus sono spesso causa di contagi, perciò slogan e pubblicità contro i
comportamenti a rischio risultano auspicabili per la funzione educativa che
andrebbero a rivestire. L’Aids è più diffusa nei Paesi in via di sviluppo a causa dei
rapporti non protetti e della scarsa assistenza medica, ma anche in Italia i dati non
sono confortanti. Analizzando questa problematica da un punto di vista puramente
economico dobbiamo ricordare che le cure per l’AIDS pesano per il 37% sulla spesa
farmacologica italiana. Il test per verificare la presenza nel corpo del virus è
importante e dovrebbe essere gratuito per tutti: in tal modo aumenterebbe la
consapevolezza delle persone sul proprio stato di salute e diminuirebbe il rischio di
contagio.
È necessario capire l’importanza della prevenzione e rivolgere un invito ai
media per parlare di questa malattia, tanto silenziosa quanto grave, soprattutto nelle
scuole. È da lì, infatti, che è possibile “educare alla salute” i ragazzi, informandoli e
sensibilizzandoli e sperando che in futuro non sia più una malattia silenziosa.

Irene Cella, Giulia Franceschini, Lisa Genovesi,
Liceo Scientifico “G. Galilei”,
Castelnuovo di Garfagnana.

TESTO N° 8

L’alfa e l’0mega della sindrome da Aids – 3M Passaglia

L’alfa e l’omega della sindrome da AIDS

La prevenzione come diritto alla salute

Quanti di noi sono a conoscenza delle caratteristiche del virus HIV? Eche cos’è l’AIDS?
L’HIVè un virus che infetta le cellule del sistema immunitario, abbassando così le difese e aumentando il rischio di contrarre malattie. Conoscere cosa provoca il virus e quindi prevenire il rischio di contagio deve essere un dovere personale .
La trasmissione dell’HIVavviene maggiormente da rapporti con scambi di sangue, sperma e secrezioni vaginali. La probabilità di infezione aumenta nel caso non venga utilizzato il preservativo. La pillola, come qualsiasi anticoncezionale, non protegge da rischi di contagio. Bisogna comunque dire che un solo rapporto sessuale non protetto risulta trasmissibile allo 0,2 %, le probabilità di infezioni aumentano quando avvengono molteplici rapporti sessuali non protetti e con partner diversi.
E’sempre consigliato fare controlli di prevenzione : il test nelle strutture pubbliche è gratuito eanonimo.L’infezionedelvirusHIVhaunlungoperiododiincubazione per questo si consiglia di ripetere il test più volte a distanza di tre mesi , sei mesi dal rapporto.
Ilvirus non si trasmette attraverso baci, abbracci o bevendo da un bicchiere oppure mangiando dallo stesso piatto, usati in precedenza da una persona sieropositiva.
Diviene socialmente determinante considerare l’ammalato un essere umano bisognoso di aiuto, affetto e riguardo . L’individuo sieropositivo deve convivere al meglio con l’AIDSattraverso la stretta collaborazione che contraddistingue gli esseri umani.

TESTO N° 9

La parte amara dello zucchero – 4AS Viareggio

LA PARTE AMARA DELLO ZUCCHERO

Sabato sera: discoteca, fumo, alcool, istinto, sesso, un mix di ingredienti a volte esplosivo. Quanti giovani si chiedono a quel punto: mi posso FIDARE di avere un rapporto non protetto? Questa la condizione comune propria di un divertimento irresponsabile tipico di giovani che hanno una visione del mondo ingenua e spensierata. In questi casi diventa spaventosa la possibilità di contrarre l’HIV e di rimanere “fregati”: i dati del Ministero della Salute parlano chiarissimo.
Se pensiamo a questi modi di contagio, diviene palese che semplicemente l’attenzione e la lucidità non darebbero all’AIDS la ragione di esistere, in quanto il vero vettore di questa malattia è l’eccesso di fiducia che riporta bruscamente alla realtà i neo-sieropositivi. Allora per fuggire da ogni tipo di rischio è sufficiente usare il profilattico durante i rapporti sessuali occasionali, in modo da prevenire anche gravidanze non desiderate, perchè non si conoscono le abitudini sessuali altrui.
Risulta abbastanza semplice prendere queste precauzioni in quanto i preservativi al giorno d’oggi sono acquistabili ovunque e a un costo esiguo, perciò non è in assoluto giustificabile il loro mancato uso, se non con un’eccessiva incoscienza anche perchè ormai tutti sono più o meno al corrente delle modalità di trsmissione dell’AIDS. Inoltre è segno di lungimiranza sottoporsi periodicamente a test di diagnosi dell’HIV, specialmente per chi ha partner non stabili, che sono gratuiti e in tal modo proteggiamo anche chi ci sta intorno.
In conclusione l’AIDS è una patologia semplice da evitare se usiamo protezioni, perchè in questo modo facciamo sì che…UNA NOTTE BRAVA NON VALGA IL SACRIFICIO DI UNA VITA.

Liceo Scientifico Tecnologico G. Galilei Viareggio
Autori: Alessandro Marcucci, Simone Angeli, Maurizio Pardini, Paolo Frateschi, Francesco Rugani.

TESTO N° 10

Malattia e solitudine sono affini – 3M Passaglia

Malattia e solitudine sono affini.

Alla minima malattia, l’uomo si sente ancora più solo di prima. (Otto Weininger)
Nel corso della nostra storia le malattie sono sempre state inserite in un ambito di vergogna.
La discriminazione verso il malato è partita nel Medioevo, verso la metà del 1300, con l’arrivo della peste.
Essendo una malattia sconosciuta, con un altissimo grado di trasmissione e soprattutto mortale, le persone si trovarono in qualche modo costrette ad abbandonare i propri cari per sfuggire ad essa.
Questo, però, innescò nella società del tempo un meccanismo disumano, mosso dalla paura, che portava ad isolare coloro che avessero contratto la misteriosa malattia.
I malati si nascondevano, erano costretti a rinunciare ad un abbraccio, un saluto, una visita medica per il timore di poter trasmettere ad altri il loro dolore.
Ora, potremmo quindi definire l’AIDS come “la peste del nuovo millennio”.
Una frase all’apparenza molto cruda ma vera.
Nessuno sa niente di questa malattia, nessuno ne vuole sapere qualcosa.
Sono poche le persone che si occupano di trovare un rimedio ad essa, poche quelle che non hanno paura di stringere la mano ad un malato di AIDS, poche quelle che ne parlano.
A questo punto sorge una domanda: Perché c’è così poco interesse verso questo fenomeno?
E’ presente solo la paura, una paura ignorante, non consapevole, non cosciente.
Sorge un’altra domanda, allora: Perché c’è la paura dell’AIDS?
Pochi saprebbero rispondere perché pochi sanno veramente cos’è questa malattia e come si trasmette.
Ai telegiornali ci sono servizi che parlano di dove andranno in vacanza i calciatori insieme alle loro veline.
Non c’è spazio per uno che, invece, parli dell’AIDS?
Sui giornali ci sono oroscopi, pubblicità di borse, scarpe.
Non c’è spazio per un’articolo che informi le persone di quello che riguarda questa malattia?
Evidentemente l’umanità ha bisogno di vivere in un apparente clima di tranquillità.
L’AIDS riguarda chiunque, tutti dovrebbero interessarsene.

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